Biblioteca delle Oblate

La Biblioteca delle Oblate è una biblioteca di pubblica lettura, inaugurata il 25 maggio 2007, nel centro di Firenze a pochi passi da Piazza Duomo, ospitata nel suggestivo ex-convento trecentesco delle Oblate dal quale trae la sua denominazione.

Dove la città si incontra

Dal 24 maggio 1953 al maggio 2007, ha qui avuto sede la Biblioteca Comunale Centrale di Firenze il cui patrimonio costituisce oggi la Sezione di Conservazione e Storia locale.
La Biblioteca oggi è uno spazio culturale pensato per trascorrere il tempo libero, leggere, studiare, informarsi e partecipare alla vita culturale della città e offre servizi gratuiti rivolti a tutte le fasce d’età.

Grazie all’esteso orario di apertura la Biblioteca permette la fruizione dei servizi anche la sera.

La biblioteca si articola su tre piani e tutti gli spazi, compresi quelli esterni, sono dotati di connessione wi-fi. Sono a disposizione dei frequentatori circa 250 posti per lo studio e la lettura e postazioni per la navigazione Internet. Le iniziative si svolgono prevalentemente nella Sala Conferenze dedicata a Sibilla Aleramo che ha una capienza di 150 posti ed è dotata di 40 armadietti con prese elettriche e USB per ricaricare PC, cellulari e tablet e nella Sala storica dedicata a Dino Campana. Nella bella stagione sono utilizzati anche gli spazi esterni: la terrazza coperta (Altana) dalla quale si gode un meraviglioso panorama sulla cupola del Duomo, i chiostri, le terrazze e il giardino.

Al secondo piano si trova la caffetteria, alla quale si accede direttamente dalla grande terrazza e offre servizi di bar e di ristorazione durante tutto l’orario di apertura della biblioteca.

In Biblioteca operano i volontari dell’Associazione Conoscere Firenze che collaborano all’apertura serale delle sale di lettura e supportano la realizzazione di manifestazioni finalizzate alla conoscenza e alla valorizzazione del patrimonio della Biblioteca.

Nella struttura, oltre alla Biblioteca, hanno sede altre importanti istituzioni culturali: l'Istituto di Paleontologia e il museo di Preistoria, l'Accademia “La Colombaria” e l'Istituto del Risorgimento.

Il complesso edilizio delle Oblate costituì il primo nucleo del più importante ospedale fiorentino, fondato fra il 1285 e il 1288 da Folco Portinari padre della celebre Beatrice dantesca.

Secondo la narrazione storica Portinari fu ispirato dai consigli della sua nutrice, Monna Tessa, tanto sensibile all’assistenza e alla cura dei malati da fondare una comunità di donne infermiere che presero il nome di Oblate (il termine “oblata” deriva dal latino, e significa letteralmente “colei che si è offerta”, ossia che ha offerto la propria vita all'opera di assistenza altrui) e svolsero attività infermieristica e di assistenza nel nuovo spedale fino dalla sua edificazione. Le Oblate erano dedite all'assistenza delle malate e ad una serie di attività necessarie a tutto l'ospedale, quale essenzialmente la cura della biancheria, dalla tessitura alla lavatura, e la preparazione del cibo.

Le Oblate però sorsero come congregazione laica senza obbligo di voti: le adepte cioè facevano una scelta di vita monacale con un regime di semi-clausura, ma senza prendere i voti, mantenendo dunque la possibilità di abbandonare la congregazione qualora lo avessero voluto. Fu soltanto nel secondo dopoguerra, in seguito a un riordino generale all'interno della Chiesa Cattolica delle numerose congreghe di questo tipo, che le Oblate divennero un ordine religioso vero e proprio, le cui suore erano e sono tuttora infermiere a tutti gli effetti, dislocate nei vari ospedali fiorentini e attive nelle missioni, soprattutto nell'area delle Filippine. Le Oblate rimasero qui, nella sede originaria, fino al 1936. Poiché dunque esse, per tutto il tempo che vissero qui, non erano un ordine religioso vero e proprio, ma una congregazione laica, la loro sede era propriamente detta “conservatorio” piuttosto che “convento”, e tale denominazione troviamo usata generalmente nei documenti antichi.

Il complesso, formatosi dall’accorpamento e della riutilizzazione di edifici già esistenti, comprendeva anche una chiesa intitolata a Santa Maria in Campo, entro cui fu costruita una struttura destinata al ricovero e alla cura delle donne, confinante con via delle Pappe, l’attuale via Folco Portinari.

La cura degli uomini era invece ospitata in un secondo nucleo edilizio, sul lato opposto di un area antistante al primo, identificabile con il piazzale delimitato dall’attuale Via Sant’Egidio. Questo secondo edificio fu intitolato a Santa Maria Nuova, per sottolinearne il legame col primo spedale, di cui aveva costituito il completamento.

I due diversi nuclei di cura erano uniti da un passaggio sotterraneo ad uso delle donne infermiere, inaugurato la notte di Natale del 1625. Il complesso edilizio delle Oblate si articola intorno a due spazi aperti principali: il cortile trecentesco ed il giardino della metà del Quattrocento.

Il nucleo trecentesco è contraddistinto dal chiostro, la cui caratteristica architettonica peculiare sono i tre ordini di loggiato in cui si sviluppa, dei quali quello del piano terra è certamente originario del 1329 e presenta pilastri in pietra forte dai capitelli scudati, raro esempio dell’architettura dell’epoca. Il porticato, che abbraccia su due lati il giardino su via dell’Oriuolo, è invece sorretto da colonne con capitello ionico in pietra serena di chiara impronta rinascimentale.

Lo spedale di Santa Maria Nuova conserva tutt’oggi la sua destinazione originaria, per mantenere la quale è stato oggetto di ristrutturazioni. Dal 1924 il reparto di cura del primo, antico nucleo ospedaliero, gestito dalle Oblate Ospedaliere del Terzo Ordine Francescano, fu invece trasferito nel convento di Careggi. La comunità di pie donne operante nel nuovo ospedale divenne ordine religioso col nome di Oblate Ospedaliere Francescane di Monna Tessa soltanto nel 1952.

Il complesso architettonico delle Oblate, rimasto libero, fu acquistato nel 1936 dal Comune di Firenze che lo restaurò, vi trasferì la Biblioteca Comunale fino ad allora in Palazzo Vecchio, e vi collocò oltre prestigiose istituzioni storiche e scientifiche, trasformandolo in un importante punto di riferimento per la vita culturale cittadina, vocazione che tutt’ora lo contraddistingue.

Il 4 novembre 1966 l’Arno invase i locali delle Oblate per più di un metro di altezza. Il personale della biblioteca, come tanti fiorentini in quei giorni, si mise subito all’opera riuscendo a salvare dal fango gran parte del materiale. Le due terrazze coperte al secondo piano, gli antichi stenditoi delle suore Oblate, servirono per far asciugare carte archivistiche e libri di pregio, ma tanti portano ancora il segno di quella tragedia.

Le sculture alle Oblate
Nel chiostro e sotto i loggiati dell’antico complesso delle Oblate sono visibili alcune sculture realizzate da noti artisti del Novecento. Fanno parte delle raccolte di arte contemporanea pervenute al Comune di Firenze nel corso degli ultimi quarant’anni, in particolare dopo l’alluvione del 1966.
Fin dai giorni quasi immediatamente successivi all’inondazione del 4 novembre, su iniziativa del Comune, che aveva accolto la proposta del critico d’arte Carlo Ludovico Raggianti, fu promossa una fervida attività di acquisizioni. Furono invitati i maggiori artisti italiani e stranieri allora viventi ad offrire una loro produzione quale segno tangibile di solidarietà verso la città colpita dal disastro e come risarcimento, con opere contemporanee, del patrimonio danneggiato.
Quasi tutte le sculture qui esposte fanno parte delle donazioni per il Museo internazionale d’arte contemporanea, che avrebbe dovuto accogliere il cospicuo patrimonio artistico che nel frattempo si era venuto a costituire. Fa eccezione la colonna in ceramica sormontata dalla figura di San Giovanni Battista di Arnaldo Miniati, realizzata in ricordo della distruzione del ponte di Santa Trinita.

Le sculture erano visibili nel complesso delle Oblate già dalla metà degli anni Settanta. L’attuale sistemazione, curata dal Servizio Musei Comunali in collaborazione con il Servizio Belle Arti (Comune di Firenze), intende valorizzare questo nucleo di opere del Novecento: significativa testimonianza della ricchezza e della varietà delle raccolte comunali di arte contemporanea.

La Biblioteca accoglie anche altre opere d'arte come l'affresco di Madonna col Bambino fra San Giovanni Battista e San Cosimo di Michele di Ridolfo del Ghirlandaio (Michele Tosini), originariamente situato sopra i battenti della porta a Prato e restaurato a cura del Comune di Firenze adesso collocato nella Sala accoglienza e l'affresco di un’Annunciazione di un Anonimo del XV secolo che si trova al secondo piano.

In Biblioteca si ritrovano alcuni gruppi di lettura: "Librarsi" e il gruppo di lettura "Donne di carta". La partecipazione è libera e aperta a tutti.

La Biblioteca organizza e ospita incontri culturali come presentazioni di libri, incontri con autori e illustratori, letture ad alta voce, mostre fotografiche e documentarie, conferenze e seminari, proiezioni.

La Biblioteca ospita da più di venti anni "Leggere per non dimenticare", la rassegna di incontri con gli autori e gli scrittori più prestigiosi del panorama letterario nazionale ed internazionale curata da Anna Benedetti e realizzata con il contributo del Comune di Firenze e della Regione Toscana e "Perché poeti in tempo di povertà" il percorso di avvicinamento alla poesia moderna e contemporanea realizzato in collaborazione con l’Associazione Laboratorio Nuova Buonarroti.

Storia, letteratura e teologia sono i fili conduttori dei cicli di conferenze "Il bello e il mistero" tenuti da Anita Tosi dell'Associazione Culturale "Il Cenacolo" che approfondiscono la storia sociale e culturale della Città di Firenze. La Biblioteca propone anche incontri e conferenze nell'ambito del progetto promosso dalla Regione Toscana "Parole di salute… @lla tua biblioteca" che ha l’obiettivo principale di promuovere la salute rafforzando il ruolo della biblioteca pubblica come agenzia informativa  sul territorio per assicurare a tutti l’accesso alle risorse informative, alla cultura e alla conoscenza.

La collaborazione tra la Biblioteca delle Oblate e l’Orto Botanico - Giardino dei Semplici del Sistema Museale di Ateneo dell'Università degli Studi di Firenze ha dato vita al progetto "OrtOblate. L’Orto Botanico alla Biblioteca delle Oblate" che nasce con l’idea di approfondire la conoscenza delle piante e della sostenibilità ambientale, valorizzare il ruolo delle biblioteche e promuovere la lettura. L’Orto Botanico e la Biblioteca propongono presentazioni di libri, mostre, laboratori per bambini e adulti su giardinaggio e orticoltura sostenibili, erbe commestibili spontanee, piante presenti nelle opere d’arte, biodiversità, piante alimentari e alimentazione. Nell'ambito delle collaborazioni con istituti della Città la Biblioteca collabora con la Fondazione Palazzo Strozzi che organizza presentazioni delle mostre, laboratori per famiglie e scaffali tematici con proposte di lettura in occasione delle mostre per il progetto "Palazzo Strozzi alle Oblate e nelle Biblioteche comunali fiorentine".

La collaborazione con gli enti del territorio su cui si estende il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, in particolare i Comuni di Londa e San Godenzo, per promuovere e far conoscere il Parco e le sue Porte Fiorentine ha dato orgine al progetto "Apri le porte, entra nel parco!" che intende contribuire allo sviluppo sostenibile del territorio e quindi a favorire l’economia delle realtà locali attraverso l’implementazione del flusso di un turismo ambientale, naturalistico, culturale o legato ad attività di sport in natura.

La Biblioteca cura e gestisce il servizio di prestito decentrato presso l’Ospedale di Santa Maria Nuova in collaborazione con Auser sezione centro storico e in partenariato con la ASL nell'ambito del progetto della Regione Toscana “Un libro e un volontario per amico... Leggere fa bene: libri in corsia”.

      Logo Biblioteca delle Oblate
      Biblioteca delle Oblate
      055 2616512
      bibliotecadelleoblate@comune.fi.it
      Via dell’Oriuolo, 24

      Orario
      lunedì 14 - 19 con sala lettura aperta fino alle 22
      da martedì a venerdì 9 - 24
      sabato 10 - 24
      Da martedì a sabato dalle 23.00 rimane aperta solo la sala lettura

      Sezione di conservazione e storia locale
      Tel: 055 261 65 13
      Email: oblatestorica@comune.fi.it
      Orario
      da martedì a venerdì 9 - 19
      sabato 10 - 14
      Servizio di consultazione
      martedì e mercoledì 9 - 14
      giovedì e venerdì 9 - 17
      sabato 10 - 14
      Servizio di prestito dei materiali del deposito
      da martedì a venerdì 9 - 17
      sabato 10 - 14

      Sezione bambini e ragazzi
      Tel: 055 261 65 26
      Email: sezioneragazzi.oblate@comune.fi.it
      Orario
      lunedì 14 - 18.45
      da martedì a venerdì 9 - 18.45
      sabato 10 - 18.45

      Emeroteca
      lunedì 14 - 22
      da martedì a venerdì 9 - 22
      sabato 10 - 19
      Da metà luglio a metà settembre e durante le festività natalizie chiusura alle ore 19

      I servizi terminano 15 minuti prima della chiusura.

      Chiusure: 24 giugno - dal 9 al 18 agosto - 1 e 2 novembre - 23, 24, 25, 26, 30 e 31 dicembre. Apertura fino alle ore 19: 31 ottobre, 27 e 28 dicembre e 2, 3, 4 gennaio 2020. Aperture straordinarie dalle 11 alle 18 domenica  1 e 15 dicembre.

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