Museo Stefano Bardini

Museo Stefano Bardini

Stefano Bardini (1836-1922) è stata una figura di spicco nella Firenze di fine Ottocento e fu definito da tutti come il “Principe degli Antiquari”. La sua capacità di scoprire opere d’arte, acquistarle a prezzi irrisori e venderle triplicando il loro valore, lo fece diventare una delle figure più autorevoli nel panorama internazionale. Il suo percorso artistico iniziò come pittore all’Accademia di Belle Arti di Firenze, attività poco redditizia che ben presto lasciò per dedicarsi all’arte del restauro e del commercio antiquario. Anche il contesto politico-economico favorì il commercio di manufatti antichi: le soppressioni ecclesiastiche e napoleoniche, la distruzione del vecchio centro storico di Firenze, la mancanza di leggi di tutela. Bardini iniziò la sua attività di vendita in Italia, in Europa e in America.

Molti musei stranieri possiedono opere italiane passate dalle mani dell’illustre antiquario, acquistate direttamente da lui o pervenute tramite lascito di importanti collezionisti. Nel 1880 Bardini decise di acquisire l’antico convento di San Gregorio alla Pace, chiesa costruita nel 1273 in piazza de’ Mozzi a ricordo dell’avvenuta pace tra guelfi e ghibellini, e di trasformarlo in un prestigioso negozio, vetrina privilegiata per i propri clienti. La facciata del nuovo palazzo venne progettata seguendo lo stile neocinquecentesco fiorentino e a tal fine Bardini acquistò alcuni altari da una chiesa pistoiese e li rimpiegò come finestre. Ogni ambiente venne studiato appositamente per creare atmosfere particolari ricorrendo a grandi finestroni, velari o soffitti a cassettoni forati. Le opere da esporre furono collocate su suggestive pareti blu di varia gradazione, così originale da prendere il nome di “Blu Bardini”. Gli ambienti espositivi seguivano una precisa disposizione per simmetrie e per costruzioni piramidali. In brevissimo tempo il palazzo di piazza de’ Mozzi divenne meta dei più importanti collezionisti e direttori dei musei del mondo. Poco prima dello scoppio delle prima guerra mondiale, Bardini decise di chiudere il negozio e dedicarsi ad organizzare la sua personale Galleria. L’illustre antiquario morì nel capoluogo toscano nel settembre del 1922 lasciando, per via testamentaria, il suo palazzo con la collezione di opere d’arte al Comune di Firenze. Quest’ultimo, non condividendo la sistemazione data alle opere da Bardini, decise di ristrutturare l’edificio e la collezione, stravolgendo le idee del suo ideatore: le pareti blu vennero scialbate e tinteggiate di ocra e molti manufatti di elevato livello vennero rilegati nei depositi. La collezione di opere d’arte di Stefano Bardini venne incrementata con pezzi provenienti dalle raccolte comunali e nel 1925 il palazzo fu aperto al pubblico sotto il nome di Museo Civico.

L’attuale allestimento è frutto di un’intensa attività di studio e di restauro durato dieci anni (1999-2009) e segue il progetto originale voluto dal suo fondatore. La ristrutturazione ha consentito di poter esporre nuovamente l’intera collezione Bardini nei modi e nei colori voluti dall’antiquario. Su suggestive pareti blu le opere sono disposte per genere, secondo un preciso canone estetico e scenografico. Una sala ospita i reperti del Museo Civico. I pezzi esposti rivelano lo stretto legame con la città e provengono dallo smantellamento del vecchio centro cittadino avvenuto nel 1881 e dalle chiese acquisite dal Comune in seguito alla soppressione degli enti ecclesiastici del 1886. Nella stessa sala trovano posto anche importanti simboli delle Città come il Porcellino di Pietro Tacca e il Diavolino del Giambologna.

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Accessibilità per visitatori con disabilità locomotoria
Occorre avvisare il personale all’ingresso principale (Via dei Renai 37) per farsi aprire l’ingresso laterale (uscita) in Piazza dei Mozzi n. 1. La soglia del portone è rialzata di 2 cm, in entrata. Il museo è in gran parte accessibile con ascensore. La Sala d’Armi e dei della Robbia non sono accessibili. Al piano terra è presente un bagno per disabili.

Per problematiche su acquisto biglietti on-line
Lun-ven 9.00-17,00 (risposta entro 2 ore in orario d'ufficio)
supportoutenti@lineacomune.it

Per informazioni su Musei Civici Fiorentini e eventi/mostre in essi organizzati:
info.museicivici@comune.fi.it

Per Informazioni e prenotazioni visite guidate e attività educative: Associazione MUS.E
Per adulti e famiglie

+39 055-276 8224 - +39 055-276 8558
(lun-sab 9,30-13,00/14,00-17,00  dom e festivi 9,30-12,30)
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Lun-ven 9,30-13,00-14,00-16,30
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La prenotazione è obbligatoria e gratuita

Direzione Cultura e Sport
Direttrice: Dott.ssa Gabriella Farsi
via Garibaldi, 7 -50123 Firenze
tel +39 055 2625940
direttore.cultura@comune.fi.it

Servizio Musei Comunali ed Attività Culturali:
Responsabile P.O. Amministrativo Contabile
Dott. Roberto Gabucci
Tel +39 055 2625962
roberto.gabucci@comune.fi.it
comunicazione.musei@comune.fi.it

INFORMAZIONI sul Patrimonio - Curatrici Musei Civici e Chiese:

Museo Stefano Bardini e Museo Novecento
Dott.ssa Antonella Nesi
antonella.nesi@comune.fi.it

Museo di Palazzo Vecchio e Fondazione Salvatore Romano
Dott.ssa Serena Pini     
serena.pini@comune.fi.it

Museo di Santa Maria Novella e Cappella Brancacci
Dott.ssa Silvia Colucci 
silvia.colucci@comune.fi.it

Biglietterie:
Museo di Palazzo Vecchio
tel +39 055 276 8325
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Cappella Brancacci
Tel +39 055 2382195
biglietteria.brancacci@comune.fi.it
Museo di Santa Maria Novella
Tel +39 055 282187
smn@biglietterie.teleart.org
Fondazione Salvatore Romano
Tel +39 055 287043
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Museo Stefano Bardini
Tel +39 055 2342427
biglietteria.bardini@comune.fi.it
Museo Novecento
Tel +39 055 286132 - 055 217158
biglietteria.museonovecento@comune.fi.it
Museo del Bigallo
Tel +39 055 288496
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