Proiezione del docu-film di Tito Giliberto
Una prospettiva inconsueta: ci sono anche gli ebrei fascisti vittime della persecuzione razziale. A partire da Ettore Ovazza, banchiere torinese, imparentato con gli Agnelli, ebreo, fascista convinto dal 1922 fino alla fine, ucciso orribilmente con la famiglia sul Lago Maggiore nel 1943. Altri casi simili. Fino a Jole Foà, la segretaria ebrea del gerarca Farinacci morta ad Auschwitz.
Ebrei fascisti assassinati dai nazisti. Ma anche chi, spirito libero, capì e si salvò. Come l’architetto Alessandro Rimini, scappato dal treno per Auschwitz nel 1944; la figlia Liliana Rimini, testimone diretta della shoah, ci racconterà in collegamento telematico la battaglia fra nazisti e partigiani durante la Liberazione, e ripercorrerà l’avventurosa vicenda di suo padre. In chiusura, Margherita Sarfatti, l'intellettuale ebrea che, secondo gli storici, ha "inventato" il Duce.
Il documentario (55 minuti) completa la trilogia iniziata con “L’era antifascista” (80 minuti, con Giovanni Grasso, Quirinale, e Miguel Gotor, storico) e “Fake Art – L’inganno del fascismo” (64 minuti, in collaborazione con Anpi, con Ferruccio De Bortoli e Adachiara Zevi, Fondazione Bruno Zevi), autoprodotti, pluripremiati e già proiettati nei precedenti eventi culturali a Firenze.
La partecipazione è gratuita su prenotazione. Per informazioni e prenotazioni telefonare al numero 055 6585127 oppure scrivere all’indirizzo bibliotecavillabandini@comune.fi.it