Filosofa, astronoma, matematica, vissuta ad Alessandria d'Egitto, Ipazia fu assassinata nel 415 d.C. dal patriarcato dei parabolani, cristiani fanatici assoldati dal patriarca Cirillo, futuro Santo. Lapidata, scarnificata, privata degli occhi – il suo corpo fu fatto a pezzi e bruciato perché di lei non rimanesse traccia.
Invece Ipazia è la prima scienziata donna la cui vita sia ben documentata e citata in quasi tutte le opere storiografiche sulle scienze naturali. Arriva a formulare ipotesi sul movimento della terra ed è ricordata anche come inventrice dell’astrolabio, del planisfero e dell’idroscopio. In filosofia abbraccia il pensiero neoplatonico e non si converte mai al cristianesimo. È anche traduttrice e divulgatrice di classici greci.
Oggi, 1700 anni dopo, le donne nel mondo, da oriente a occidente, soffrono ancora come lei, e sono maltrattate, minacciate, non credute, uccise, per il semplice atto di pensare autonomamente e per l’opposizione al patriarcato e al totalitarismo – che Virginia Woolf acutamente vide come inseparabili.
Manuela Giugni, danzaterapeuta, allieva diretta di Maria Fux, formatrice, supervisora, APID®, Membro CID Unesco, drammaturga e scrittrice, conduce il Laboratorio permanente Le Dee Vulnerabili.
Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili. Per informazioni telefonare al numero 055 2616512 oppure scrivere all'indirizzo bibliotecadelleoblate@comune.fi.it
L'evento rientra nel Calendario OFF del Festival L'Eredità delle Donne 2025.
L'iniziativa si terrà nella Sala conferenze Sibilla Aleramo