Identities. Leggere il contemporaneo - novembre

Ospiti alla Biblioteca delle Oblate giovedì 4 novembre Margherita Oggero e martedì 23 novembre Teresa Ciabatti

Proseguono alla Biblioteca delle Oblate gli incontri di "Identities. Leggere il contemporaneo ". Ospiti questo mese le scrittrici Margerita Oggero e Teresa Ciabatti che presentano i loro ultimi libri "Il gioco delle ultime volte" e "Sembrava Bellezza".

Gli incontri della rassegna sono curati dall'Associazione culturale La Nottola di Minerva con il sostegno del Comune di Firenze e della Fondazione Cassa Risparmio di Firenze.

La partecipazione è gratuita su prenotazione dal 20 del mese precedente. Per informazioni e prenotazioni telefonare al numero 055 261 6523 oppure scrivere a bibliotecadelleoblate@comune.fi.it Per permettere le operazioni di registrazione all'iniziativa si richiede di arrivare 15 minuti prima dell'inizio dell'evento. Per accedere alla biblioteca è necessario utilizzare la mascherina protettiva che copra naso e bocca e dopo aver disinfettato le mani con soluzioni idroalcoliche. La mascherina andrà indossata per tutta la durata dell'iniziativa.

Per entrare in biblioteca è necessario presentare la Certificazione verde Covid-19 (Green Pass) e un documento di identità. Non è richiesto a bambini con età inferiore a 12 anni e ai soggetti esenti su base di idonea specifica certificazione medica.

Giovedì 4 novembre alle ore 18 // Sala Storica Dino Campana 

Margherita Oggero presenta il suo nuovo libro "Il gioco delle ultime volte" (Einaudi)

L’autrice dialoga con Maria Cristina Carratù (giornalista)

Letture a cura di Federica Miniati

Quando è stata l'ultima volta che abbiamo fatto o visto qualcosa senza sapere che sarebbe stata l'ultima? Per Ale, diciassette anni, è quel pomeriggio a Torino all'uscita dalla palestra. Per Nicola, il medico che l'ha soccorsa, è stato trent'anni prima, ad Amsterdam, quando è inciampato in un dolore troppo grosso. E mentre Ale lotta in ospedale tra la vita e la morte, Nicola trascorre qualche giorno in una baita di montagna con vecchi e nuovi amici: giorni che hanno tutto il sapore del Grande freddo. Ci sono quattro uomini e quattro donne, in quella baita, e ci sono i loro segreti inconfessati. Ma i segreti e i ricordi, quando riaffiorano, non conoscono affatto le buone maniere.

Martedì 23 novembre alle ore 18 // Sala Storica Dino Campana

Teresa Ciabatti presenta il suo ultimo libro "Sembrava Bellezza" (Mondadori)

L’autrice dialoga con Stefano Miniati

Letture a cura di Federica Miniati

Ad accoglierci tra le pagine di questo romanzo è una donna, una scrittrice, che dopo essersi sentita ai margini per molti anni ha finalmente conosciuto il successo. Vive un tempo ruggente di riscatto, che cerca di tenersi stretto ma ogni giorno le sfugge un po’ di più. Proprio come la figlia, che rifiuta di parlarle e si è trasferita lontano.

Combattuta tra risentimento e sgomento per il tempo che si consuma la coglie Federica, la più cara amica del liceo, quando dopo trent’anni torna a cercarla. E riporta nel suo presente anche la sorella maggiore Livia – dea di bellezza sovrannaturale, modello irraggiungibile ai loro occhi di sedicenni sgraziate -, che in seguito a un incidente è rimasta prigioniera nella mente di un’eterna ragazza.

Come accadeva da adolescenti, i pensieri tornano a specchiarsi, a respingersi e mescolarsi. La protagonista perlustra il passato alla ricerca di una verità, su sé stessa e su Livia, e intanto cerca di riafferrare il bandolo della propria esistenza ammaccata: il lavoro, gli amori.

"Sembrava bellezza" è un romanzo sull’impietoso trascorrere del tempo, e su come nel ripercorrerlo si possano incontrare il perdono e la tenerezza, prima di tutto verso sé stessi. Un romanzo di madri e di figlie, di amiche, in cui l’autrice, con una scrittura che si è fatta più calda e accogliente, senza perdere nulla della sua affilata potenza, mette in scena con acume prodigioso le relazioni, tra donne e non solo. Un romanzo animato da uno sguardo che innesca la miccia del reale e, senza risparmiare nessun veleno, comprende ogni umana debolezza.

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