La musica del deserto e il dialogo tra i popoli tornano alle Cascine dal 3 al 9 luglio, tre giorni di concerti, cinema e approfondimento geopolitico
Il Festival au Désert di Firenze nasce nel 2010 dal gemellaggio con il celebre Festival au Désert di Timbuktu. Originariamente ideato alle porte del Sahara, il festival si è affermato come luogo simbolico di incontro tra culture, artisti e tradizioni diverse, promuovendo il dialogo attraverso la musica. Nel corso degli anni ha riunito musicisti africani e internazionali, diventando un punto di riferimento per la scena musicale globale. A seguito della crisi politico-militare che ha colpito il Mali nel 2012, il festival ha interrotto la sua programmazione originaria, dando vita al progetto internazionale “Festival in Exile”, con l’obiettivo di preservarne lo spirito e diffonderne i valori nel mondo.
In questo contesto, Firenze — grazie al lavoro della Fondazione Fabbrica Europa — si è affermata come uno dei principali luoghi di accoglienza del festival in Europa.
Il Festival au Désert di Firenze rappresenta oggi un ponte culturale tra Africa ed Europa: uno spazio di scambio e confronto in cui la musica diventa un linguaggio evocativo e profondo, capace di raccontare tematiche sociali, culturali e politiche di grande rilevanza. Attraverso concerti, incontri, proiezioni e workshop, il festival promuove la diversità culturale, il dialogo interculturale e la conoscenza delle tradizioni del Mali e del mondo tuareg. Un programma multidisciplinare arricchisce l’esperienza del pubblico, offrendo momenti di approfondimento e partecipazione attiva.
L’edizione 2026 si svolgerà nel cuore del Parco delle Cascine, tra gli spazi di PARC Performing Arts Research Centre e Ultravox Firenze, nel suggestivo contesto del Prato della Tinaia.
Tra i protagonisti di questa nuova edizione si distinguono artisti capaci di rappresentare la ricchezza e la varietà dei linguaggi musicali contemporanei. Il gruppo guidato da Kader Tarhanine porta sul palco sonorità del deserto e tradizioni tuareg reinterpretate in chiave moderna. I Savāna Funk propongono un’energia travolgente che fonde funk, rock e influenze afro, mentre Alessio Bondì arricchisce il programma con una ricerca musicale intima e profondamente radicata nella tradizione mediterranea. La presenza di Mamah Diabaté richiama la grande tradizione musicale dell’Africa occidentale, tra ritmi ancestrali e narrazione orale.
Il Festival au Désert di Firenze si configura così non solo come un evento musicale, ma come un progetto culturale di ampio respiro, capace di unire comunità diverse e di mantenere viva, anche lontano dal deserto, un’esperienza unica di condivisione e resistenza culturale.
IL PROGRAMMA IN DETTAGLIO SU
FABBRICAEUROPA.NET/FESTIVAL-AU-DESERT