Alla Biblioteca Villa Bandini un ciclo di incontri sulla storia dell’alimentazione a cura di Aldo Pasquali
La storia dell'alimentazione si intreccia strettamente con la storia dell'umanità nei suoi diversi aspetti, una storia fortemente condizionata dai rapporti di potere e dalle diseguaglianze sociali, scandita dai riti e dai codici sociali che disciplinano i comportamenti a tavola nelle varie culture: non è un caso che sapere e sapore abbiano lo stesso etimo.
La Biblioteca Villa Bandini organizza un ciclo di incontri i sulla storia dell’alimentazione a cura di Aldo Pasquali.
Gli incontri si tengono alle ore 17 in Sala Paradiso. La partecipazione è gratuita su prenotazione, contattando la Biblioteca al numero 055 6585127 oppure scrivendo all’indirizzo bibliotecavillabandini@comune.fi.it
Programma
// Giovedì 5 febbraio
Panem et circences
Il pane, quale oggi lo conosciamo, arriva molto tardi, risultato ultimo e urbano di una storia lunga e complessa: nell’antichità è un cibo simbolo, uno statuto ideologico ancor prima che un alimento reale, è il risultato di una cooperazione, prodotto sociale per eccellenza e ciò ne fa l'emblema ideale della comunità umana, che ha bisogno della solidarietà per vivere. Nel cristianesimo la funzione del pane da alimentare diventa spirituale: il pane corpo di Cristo viene ritualmente consumato nell’eucarestia per ripetere l’atto fondante dell’ultima cena e rinnovare il patto fra Dio e l’umanità fondato sul sacrificio di Cristo.
// Lunedì 19 febbraio
Carovane d'Oriente
La parola “spezie” viene dal latino species, nel senso di merce speciale, che comporta un diritto daziario d’importazione più elevato. Le spezie erano molto richieste e costose, e avevano numerosi usi: nella cucina, nella medicina, nelle cerimonie religiose, o distillate per ricavarne profumi e cosmetici, ma erano sempre e comunque un simbolo di agiatezza e di prestigio sociale. La passione del Medioevo per le spezie è stato il volano di uno sviluppo economico e commerciale senza pari ed è alla base della espansione coloniale europea: una passione che ha rimodellato demografia, cultura, economia ed ecologia dell'intero pianeta.
// Giovedì 19 marzo
Paure e mistificazioni
Il crudo e il cotto sono due categorie che hanno strutturato il nostro inconscio collettivo: la cottura del cibo è un elemento fondante dell'ordine culturale, il mediatore del passaggio di una società dallo stadio naturale a quello delle regole sociali. Ma spesso il cibo suscita paure e angoscia fra i suoi consumatori. È la carne, in particolare, a suscitare inquietudini: di natura umida e corruttibile, la sua fermentazione può causare anche quella del corpo umano. Le leggi nascono proprio da questa inquietudine e dai rischi alimentari che i consumatori si trovano ad affrontare.
// Giovedì 16 aprile
Peccati di gola
Il Signore dice ad Ezechiele: “Apri la bocca e mangia ciò che io ti do” e gli porge un rotolo. Cosa è lecito o vietato mangiare accompagna la storia di tutte le religioni: si può costruire l'edificio culturale di un popolo su fondamenta solide soltanto se si rispettano le leggi alimentari stabilite dagli dèi. Sui loro altari gli uomini hanno in ogni tempo consacrato la loro identità alimentare offrendo primizie, frutti, animali; e anche il cristianesimo nasce da un pasto sacrificale nel corso del quale si consuma il corpo stesso del dio. Per questo il cibo è la materia prima della religione e le norme alimentari, che ogni religione definisce con precisione, sono il fondamento di quelle morali.
// Giovedì 21 maggio
Una fame nera
Uno dei quattro cavalieri dell'Apocalisse monta un cavallo nero, che rappresenta simbolicamente la carestia e annuncia la fine del mondo, insieme alla guerra, alla pestilenza e alla morte. La storia dell'umanità è segnata da questo triste flagello che ha infuriato nei più diversi luoghi della terra e in epoche diverse: nell'Irlanda a metà del secolo XIX, in Ucraina negli anni 30 del XX secolo, nel Bengala un decennio dopo. E le carestie si trascinano dietro un corteo di orrori: siccità, alluvioni, malattie, che distruggono i raccolti, criminalità, prostituzione, infanticidio e cannibalismo.
// Giovedì 24 settembre
Il fiero pasto
Nella sua lotta contro la penuria, l'uomo si è spinto, sulle orme dell'Ugolino dantesco, fino alle soglie dell'indicibile, violando il più grande tabù e cibandosi della carne del proprio simile. Il cannibalismo è stato anche un modo di cui si sono serviti i membri di un gruppo per giustificare l'emarginazione o addirittura l'eliminazione del diverso. Ma ci sono anche altri comportamenti più bizzarri con cui l'uomo cerca di rispondere agli atavici impulsi della fame, come la bibliofagia. Ancora oggi diciamo di avere divorato un libro o che ci è rimasto indigesto: in letteratura si sprecano le metafore alimentari.
// Giovedì 15 ottobre
Le dolci reliquie dei convivi
Il cibo non nutre solo la parte materiale dell'uomo, ma anche quella spirituale: entrambi concorrono nel fare del banchetto e del cibo un solo insieme. La stessa istituzione eucaristica viene dalla cena in cui Cristo mangia e beve con i discepoli, consacrandone i cibi e rendendoli in tal modo santi Nell'Europa medievale il banchetto torna ad essere profano, è luogo di incontro e di festeggiamenti, e nel Rinascimento sarà lo specchio in cui il sovrano o i grandi signori esibiscono la loro potenza e lo sfarzo della corte, per andare incontro a un'ulteriore trasformazione nei nostri tempi e diventare infine un vuoto rituale.
// Giovedì 19 novembre
La scienza del ventre
È merito della Rivoluzione francese avere definito per la prima volta la società come una convenzione, sostituendo all’arbitrato, cioè a Dio e al re, la legge. All'alba del XIX secolo, alcuni spiriti più avvertiti cercano di dare una spiegazione razionale alle cause fondamentali delle sensazioni gustative in relazione alla preparazione degli alimenti. Gastrosofia, gastrolatria, gastroforia: la mania dei suffissi grecizzanti contagia tutti, ma siccome i primi grandi teorici della nuova scienza del ventre vengono dal mondo del foro e dell'avvocatura, prevale il termine di gastronomia: in fondo si tratta di una questione di nomos, di legislazione.
// Giovedì 17 dicembre
Il borghese a tavola
Il palcoscenico della nuova disciplina è tutto urbano, Parigi è il mercato centrale dell’universo, il luogo dove nasce la riflessione sul cibo, sui riti e i cerimoniali della borghesia a tavola, e dove si elabora la nozione di civiltà. Ma dietro una facciata di lusso ed eccessi, che ordina e dispone anche i cerimoniali che presiedono al servizio e all’apparecchiatura, i poveri sono oltre l’80% della popolazione e devono fare affidamento sui rari ristoranti filantropici, sulle mense per gli operai, sui venditori ambulanti e sui resti delle tavole borghesi e dei ristoranti recuperati nei mercati e legalmente smerciati.