Al via il progetto per il recupero catalografico dei fondi storici BUP e Zambaldi alla Biblioteca Palagio di Parte Guelfa
Ha preso avvio il 24 febbraio alla Biblioteca Palagio di Parte Guelfa il progetto “Chi ricerca trova. Recupero catalografico del patrimonio librario antico dei fondi BUP e Zambaldi”, un intervento che interesserà circa 380 volumi appartenenti alla Biblioteca dell’Università Popolare di Firenze (BUP) e al fondo Ida Zambaldi.
L’iniziativa, resa possibile grazie ai finanziamenti SDIAF per progetti di inventariazione e catalogazione centralizzata, prevede la revisione, la correzione e la creazione di nuove schede catalografiche relative al patrimonio antico dei due fondi, con l’invio delle notizie in Indice SBN, il Servizio Bibliotecario Nazionale. Un lavoro tecnico e puntuale che consentirà di censire con precisione una parte significativa della collezione, rendendola più facilmente rintracciabile e accessibile a studiosi e cittadini, oltre a costituire la base per un futuro riordino complessivo del fondo.
Con oltre 22.000 volumi tra antichi e storici, la Biblioteca Palagio di Parte Guelfa custodisce la seconda collezione storica più importante del circuito delle Biblioteche Comunali Fiorentine. Un patrimonio di grande valore per la città, che si distingue sia per la varietà dei materiali – con una significativa presenza di letteratura d’appendice, testi di pedagogia, feuilleton, romanzi popolari e classici – sia per la straordinaria stratificazione che lo caratterizza.
La storia della biblioteca affonda le radici nel 1907, quando nacque come biblioteca annessa all’Università Popolare di Firenze. Nel corso del Novecento ha attraversato trasformazioni profonde: dalla fascistizzazione dell’istituto all’assorbimento di altri patrimoni librari (la biblioteca della Pro Cultura, dell’Istituto Fascista di Cultura, del Circolo Filologico, della Biblioteca Popolare Filippo Buonarroti), fino alla chiusura dell’Università Popolare nel 1975 e al successivo passaggio al Comune di Firenze. Nel 1987 la biblioteca riaprì, arricchita dal patrimonio della Biblioteca Magistrale dell’Assessorato all’Istruzione e da quello della Biblioteca del Quartiere 1.
Ogni fase ha lasciato una traccia concreta nei volumi: timbri, note di possesso e segni di appartenenza raccontano ancora oggi le vicende istituzionali e culturali che hanno contribuito a formare una raccolta unica. La collezione BUP rappresenta la testimonianza più tangibile di questa sedimentazione storica.
Il progetto si inserisce in un programma più ampio che negli ultimi anni ha visto le Biblioteche Comunali Fiorentine impegnate nella tutela e valorizzazione delle collezioni storiche: restauri, interventi di conservazione preventiva, attività di catalogazione – come quella avviata nel 2025 alla Biblioteca delle Oblate sul patrimonio pubblicato tra il 1800 e il 1830 – e progetti di digitalizzazione, tra cui l’adesione al programma PNRR Digital Library.
Un impegno costante che conferma il ruolo delle biblioteche come presìdi culturali attivi, capaci non solo di custodire la memoria, ma di renderla viva, accessibile e condivisa.