Pietre d'inciampo - Via Romana 5

Qui abitava Cesare Fantini

Salvatore era mio nonno, non lo è mai diventato in realtà. 

Era un uomo comune, un marito e un padre. 

Nacque a Napoli nel 1909 da una famiglia medio-borghese. Era un orafo. Aveva sposato Matilde, ballerina del Teatro San Carlo, donna dal carattere forte e austero. 

Sarebbe stata una famiglia serena. 

Salvatore si era trasferito con la sua famiglia a Firenze un paio d'anni prima del suo arresto. Napoli veniva bombardata pesantemente e così aveva deciso di venire a Firenze perché parte delle sue radici familiari erano qui ma soprattutto perché considerata più sicura. 

Il periodo fiorentino non fu facile ovviamente. 

Mio nonno era stato fermato e arrestato il 7 o l’8 marzo del 1944 in seguito agli scioperi degli operai. Lui era uscito per comprar legna e non aveva più fatto ritorno a casa. 

Matilde la mattina dopo, coi suoi bambini di 4 e 6 anni, aveva avuto il coraggio di presentarsi al comando tedesco per chiedere informazioni sul marito. Le fu risposto che Salvatore era nella lista di coloro che avrebbero raggiunto l'Austria e che, se lei avesse fatto in tempo, avrebbe potuto vederlo alle Scuole Leopoldine, centro di raccolta degli arrestati. La famiglia Fantini si precipitò e lo videro salire sul camion. Riuscirono a salutarsi e Salvatore disse loro che sarebbe tornato. Riuscirono a seguire il convoglio finché i repubblichini non puntarono i fucili sul grembo di Matilde: era incinta di Anna che sarebbe nata 2 mesi dopo. 

Ovviamente da quel giorno tutto cambiò.

La guerra finì e Salvatore non tornò.

Sappiamo che morì poco prima della liberazione del campo. 

Il nostro grazie va al comune di Firenze che con solerzia ha accolto la richiesta per la posa. 

Alla Dottoressa Camilla Brunelli che ha svolto ricerche presso gli archivi tedeschi, permettendoci di conoscere particolari relativi alla detenzione di Salvatore e farci aggiungere un altro pezzo alla storia della nostra famiglia. 

Al Maestro Gunter Demnig come ideatore di questa piccola pietra dal significato enorme per impedire ogni forma di oblio, negazionismo e indifferenza. 

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