Campi Lunghi racchiude una quarantina di scatti dell’ultima produzione dell’autore. Lo stile è intimamente narrativo: sogno, realtà, tradizione e sperimentazione si mescolano per raccontare storie sospese nel tempo e nello spazio.
Da qui la scelta del titolo, Campi Lunghi, una terminologia tratta dal gergo cinematografico, il riferimento a un’inquadratura che mostra un'area vasta e che posiziona i soggetti in relazione al loro ambiente circostante, in modo tale da renderli distinguibili ma non ancora protagonisti assoluti. In molti scatti, infatti, Ricciardelli inscrive le figure umane all’interno di un paesaggio che, grazie alla potenza della natura, quasi sempre le ingloba.
La sua fotografia trae linfa dal cinema, da autori come Andrej Tarkovskij e Michelangelo Antonioni, ma anche alla letteratura, come nella serie delle Fotonovelle che prendono spunto dalle “Novelle della Nonna” di Emma Perodi.
All’interno della mostra è possibile scoprire anche la serie "Nel Bosco dei Segni"(2025), realizzata nella foresta di Vallombrosa e l’inedita "Ritorno a Spoon River", omaggio all’omonima "Antologia di Edgar Lee Masters", poesie che già avevano stregato il fotografo Mario Giacomelli.
Anche in questa mostra, dunque, l'arte fotografica di Ricciardelli si sofferma sull’interazione tra natura e figura, tra interno ed esterno, realtà e finzione, prosa e poesia, scegliendo la cifra del bianco e nero, come strumento di immersione nei propri sogni e nelle pieghe del pensiero più nascosto.
Duccio Ricciardelli nasce a Firenze nel 1976. Dopo una laurea in Storia e Critica del Cinema, si dedica alla fotografia di reportage e di scena, approfondendo successivamente i suoi studi sul cinema documentario presso il Festival dei Popoli di Firenze, e cominciando a lavorare come operatore, assistente operatore e regista.
Lavora inoltre a Roma come assistente di produzione presso la Fandango. Partecipa a diversi festival nazionali e internazionali con uno stile sperimentale e di ricerca. Dal 2017 è giornalista pubblicista nel settore della critica cinematografica. Tra le sue collaborazioni ci sono Rai, Netflix, Arte, Disney Channel, Regione Toscana, Ente Cassa di Risparmio di Firenze, gallerie e musei di arte contemporanea in Italia e all'estero.
Ingresso libero. Per informazioni telefonare al numero 055 2616512 oppure scrivere all'indirizzo bibliotecadelleoblate@comune.fi.it
La mostra è visitabile fino al 14 febbraio 2026 nella Sala conferenze Sibilla Aleramo