Prime nazionali al Teatro

Il 31 gennaio ore 21:00 al Teatro Cantiere Florida vanno in scena due spettacoli: "Echo - anatomia di un riflesso" e "Fabula mala"

  • ECHO - ANATOMIA DI UN RIFLESSO-31 gennaio, 21:00
    Performance / installazione ispirata al mito greco di Eco. 

    Un corpo solo genera il suo spazio di eco — ottico, sonoro e temporale. 
    L’eco non è soltanto ripetizione: è differenza che si propaga. Nel mito, Eco è condannata a non poter più generare parola propria: può solo restituire l’ultima sillaba dell’altro.  La sua presenza si assottiglia fino a diventare voce senza corpo, traccia senza origine. Da questa frattura nasce la performance. Un corpo solo genera il suo spazio di eco — ottico, sonoro e temporale. 
    L’eco non è soltanto ripetizione: è scarto, ritardo, deformazione. È ciò che resta quando la fonte si è già spostata altrove. 
    In Echo – Anatomia di un riflesso, il corpo abita una camera di risonanza dove ogni gesto produce una memoria: ogni movimento ritorna come immagine, ogni respiro diventa luce e suono, ogni presenza si moltiplica fino a perdere il suo centro. Come Eco, la danzatrice è presa in un dialogo asimmetrico con la propria traccia: non risponde, ma rimbalza; non afferma, ma risuona.
    La performance seziona l’eco come un’anatomia vivente: impulso, propagazione, ritorno, dissolvenza. L’eco è un organismo: cresce, si deforma, si consuma. È il luogo in cui il corpo si fa memoria prima ancora di essere assenza. 
    La danzatrice non incarna un personaggio, ma un campo di forze: un corpo-memoria che, come la ninfa del mito, si frammenta nello spazio audiovisivo fino a diventare riflesso, vibrazione, residuo. Non ciò che parla, ma ciò che resta quando la voce è già passata.

     

  • FABULA MALA-31 gennaio, 21:00
    Da fuori a dentro, Fabula Mala intraprende un percorso alla ricerca di ciò che non vuole essere trovato e di ciò che non vogliamo trovare. 

    Andremo alla volta dell'ombra; quella parte di noi stessi che odieremmo mostrare o vedere, ma che resta fondamentale per sentirci completi, fondamentale per la nostra unità. Un'attenzione dedicata ai pensieri e alle emozioni che giudichiamo ignobili e ai sentimenti di cui ci vergogniamo. Nelle fiabe, l'ombra è scissa dal personaggio principale, che non contempla altro se non il bene. L'oscurità risiede nell'antagonista, che per natura non può essre che maligno. Questa visione del male non integrato ci libererà dalle catene del giudizio, portandoci per mano a vedere di cosa siamo fatti, perché ognuno dei pezzi che ci compongono ha diritto di esistere.
    Un valzer fiabesco prende forma e, girando su se stesso, lascia affiorare lentamente le sue distorsioni segrete. Ciò che sembrava armonia perfetta si incrina, rivelando una gabbia di pensiero sottile e invisibile, fatta di abitudini, paure e desideri non detti. Eppure, proprio nel cuore di quella prigione, nasce un varco: un gesto, un'esplorazione, un passo che devia dal ritmo imposto e apre la strada alla trasformazione.
    Attraverso il corpo che ascolta, il movimento scioglie i nodi e restituisce spazio al possibile. La musica accompagna e suggerisce, ora indirizza ed evoca memorie, ora destabilizza, guidando luce e ombra a riconoscersi non come opposti, ma come parti di un’unica trama. In questo incontro necessario, l’una dà senso all’altra: l’ombra rivela la profondità della luce, la luce dona forma e direzione all’ombra. Così, nel fluire dello spettacolo, emerge una connessione imprescindibile che tenta di trasformare il conflitto in dialogo e la fragilità in possibilità, nell'incessante racconto delle pagine dei vissuti.

    Per maggiori informazioni visitare il sito in calce

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