Con l'armistizio dell'8 settembre '43, i militari italiani hanno solo due possibilità di scelta: combattere per la neonata Repubblica Sociale Italiana o essere deportati. Nascono così gli IMI, Internati Militari Italiani, uno status giuridico inesistente che non considerandoli come prigionieri di guerra, li privava di qualunque diritto e tutela garantiti dalle convenzioni internazionali.
Fra di loro vi era Luigi Manoni, che si ritroverà a lavorare in campi e fattorie, nell’industria bellica, e nel porto di Amburgo, nello sgombero di macerie e nel seppellimento dei morti in fosse comuni. É sgomberando macerie che Luigi trova un violino, sua grande passione. Quel prezioso strumento lo aiuta a sopravvivere e allo stesso tempo aiuterà i suoi compagni di prigionia, con alcuni dei quali formerà una piccola orchestra. La guerra finisce e Luigi affronta il viaggio di ritorno versa casa. Insieme a lui il suo violino, che seppur conservato per più di 60 anni, non verrà mai più suonato.
-Introduzione e quadro storico sulle vicende legate agli IMI a cura di Monica Rook
- Storia, letture, memorie di prigionia e ascolto della voce del violino di Luigi Manoni. A cura di Gemma Manoni e Francesco Ferrieri
- Canti a cura del coro di bambini Il Melograno diretto da Laura Bartoli
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