Michelangelo Pistoletto

Il 24 e il 25 giugno 2026 Firenze renderà omaggio a Michelangelo Pistoletto con una doppia iniziativa organizzata da La Nottola di Minerva

Gli appuntamenti, promossi dall’Associazione Culturale La Nottola di Minerva ETS nell’ambito delle rassegne IDENTITIES. Leggere il contemporaneo e Animae, vedranno protagonista il Maestro nel giorno del suo novantatreesimo compleanno.

 

  • La giornata di mercoledì 24 si aprirà alle 12.30, al Mandela Memorial del Nelson Mandela Forum, dove Pistoletto sarà protagonista di un momento di omaggio civile e culturale intitolato “Vedere l’invisibile”.

Nel luogo che custodisce la riproduzione in vetro della cella di Robben Island dove Nelson Mandela trascorse diciotto dei suoi ventisette anni di prigionia, il Maestro riceverà le Mani della Pace davanti alla cella simbolo della lotta per la dignità umana. L’incontro, promosso nell’ambito della IV edizione di Animae Loci – Generare futuro, assume il valore di un dialogo ideale tra due figure che hanno trasformato la propria esperienza in un messaggio universale di responsabilità e rigenerazione.

“Vedere l’invisibile” non è soltanto il titolo dell’incontro, ma una chiave di lettura dell’intero percorso artistico di Pistoletto: dai Quadri specchianti al Terzo Paradiso, fino alla rete internazionale delle Ambasciate Rebirth, il suo lavoro ha sempre cercato di rendere visibili le relazioni profonde tra individuo, comunità, natura e artificio. Una tensione che trova un’eco potente nella figura di Nelson Mandela, capace di trasformare la reclusione in uno spazio di libertà interiore e di visione politica.

La convergenza tra le due figure, il Maestro Pistoletto, con la sua visione di un’arte capace di generare comunità, e il simbolo vivente della resistenza e della dignità umana che Mandela rappresenta, conferisce all’evento la densità di un momento raro: non una celebrazione formale, ma un dialogo tra presenze, tra eredità che si interrogano a vicenda.

Michelangelo Pistoletto, tra i maggiori artisti contemporanei italiani e tra i fondatori dell’Arte Povera, continua così a proporre una visione dell’arte come pratica di trasformazione responsabile della società. E proprio nel giorno del suo compleanno Firenze sceglie di celebrarlo non guardando al passato, ma interrogando il futuro.

 

  • La riflessione sul gesto creativo continua il 25 giugno, alle ore 11 alla Biblioteca delle Oblate, nella Sala Storica Dino Campana, con “The Performing Act — Tra arte e scienza”.

Che cosa accade nel cervello di un artista mentre esegue un gesto artistico? È la domanda al cuore di The Performing Act, un esperimento dal vivo che intreccia arte, neuroscienze e cosmologia in un’esperienza unica al mondo, presentata in anteprima per la rassegna Identities.

Protagonista è il Maestro Michelangelo Pistoletto che compirà in scena il gesto fondativo della sua visione artistica e filosofica: tracciare il simbolo del Terzo Paradiso. Mentre Pistoletto eseguirà il gesto, gli scienziati del gruppo di biofotonica del Laboratorio Europeo di Spettroscopia Non Lineare (LENS) registreranno in tempo reale l’attività elettrica del suo cervello, proiettandola visivamente al pubblico presente in sala.

Non è mai stato fatto prima. La misurazione dell’attività cerebrale di un artista nel momento preciso dell’atto creativo è un esperimento inedito, ancora in via di definizione, che sarà accompagnato da una documentazione di tutto il processo preparatorio necessario e da una spiegazione di ciò che effettivamente succede e viene visualizzato.

Andrea Parlangeli racconterà i tanti risvolti di questa idea e, sempre in relazione al Terzo Paradiso e alla Formula della Creazione di Pistoletto, porterà nel dialogo la voce del fisico Guido Tonelli sui temi dell’universo, della cosmologia e del confine mobile tra arte e scienza: «Per me l’arte e la scienza sono due modi diversi di porsi domande molto simili».

L’evento si inscrive nell’area tematica Costruire Relazioni di Identities 2026 ed è realizzato in collaborazione con Cittadellarte – Fondazione Pistoletto di Biella, istituzione riconosciuta a livello internazionale per il suo lavoro sulla trasformazione responsabile della società attraverso l’arte e per il progetto del Terzo Paradiso.

The Performing Act si propone come un dispositivo di pensiero che pone anche altre domande: quando assistiamo a un gesto creativo, che cosa succede dentro di noi? Siamo davvero solo spettatori? Alla prima domanda risponderà Pierluigi Sacco, con i suoi studi di metabolomica che dimostrano come la cultura e l’arte modificano la chimica del corpo e allungano la vita. Alla seconda, i neuroni specchio recentemente scoperti rispondono di no. Il futuro — come recita il filo conduttore di questa edizione di Identities — si costruisce un pensiero alla volta. E qualche volta, anche un gesto.

Info:

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ufficiostampa@lanottoladiminerva.it

www.lanottoladiminerva.it

 

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