Autoritratto

Il 12 e 13 marzo al Nuovo Rifredi Scena Aperta, Davide Enia racconta Cosa Nostra, narrazione biografica che diventa autoritratto intimo e collettivo

Una testimonianza viva che unisce tragedia e memoria, svelando la mafia come parte del nostro stesso sguardo. Partendo dalla cronaca degli anni '80 e dalle bombe del 1992, si confronta con il tema della mafia non per capirla in senso assoluto, ma per "cercare di comprendere la mafia in me". 
  
Utilizzando gli strumenti che il vocabolario teatrale ha costruito a Palermo – come il cunto, le parole, il corpo e il dialetto – Enia esplora la nevrosi dei suoi concittadini nei confronti della criminalità organizzata. Spiega che, per diverse ragioni, la mafia è stata spesso minimizzata, sottostimata, banalizzata, rimossa o, al contrario, mitizzata, ma "non è mai stata affrontata per quello che è”. 
  
In scena racconta i continui incontri con Cosa Nostra: i cadaveri trovati per strada, le persone uccise dalla mafia, le bombe in città, l'apparizione del male, definito come "il sacro nella sua declinazione di tenebra". A questa violenza, Enia risponde con un lavoro che è al tempo stesso una tragedia, un'interrogazione linguistica e un esame di coscienza personale e condiviso. 

Maggiori info e biglietti al link in calce

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