The Angel in the Death Cell

Dal 12 febbraio al 12 aprile MAD Murate Art District presenta la mostra Black Archive Alliance | William Demby: The Angel in the Death Cell

In occasione dell’undicesima edizione del Black History Month Florence, festival che promuove le culture afro-discendenti nel contesto italiano, MAD Murate Art District, presenta Common Time, un programma espositivo a cura di BHMF che riunisce tre mostre: Black Body, Ancient City di T.J. Dedeaux-Norris, Triplet Consciousness di Heather Hart e William Demby. The Angel in the Death Cell, progetto di ricerca sviluppato da Black Archive Alliance.

Le mostre, allestite dal 12 febbraio al 12 aprile 2026, sono realizzate da MAD Murate Art District in collaborazione con l’American Academy in Rome, con il sostegno di Regione Toscana – Bando ToscanaIncontemporanea 2025 – e il contributo di Fondazione CR Firenze. 

Il progetto mette in relazione le ricerche di artisti e artiste Rome Prize Fellows con i materiali d’archivio dello scrittore William Demby, che visse e lavorò all’American Academy in Rome negli anni Cinquanta, attivando un dialogo che attraversa luoghi, generazioni e differenti livelli di memoria.

Le ex celle del primo piano ospitano una terza mostra, sviluppata a partire dalla residenza di Black Archive Alliance presso MAD Murate Art District e dedicata all’archivio del dramma The Angel in the Death Cell di William Demby, pubblicato per la prima volta nel 1963 sulla rivista romana The New Morality. Il progetto prende avvio da una ricerca condotta sull’archivio dell’autore, conservato nei pressi di Firenze, e indaga il patrimonio documentario come organismo vivo, capace di attivare nuove letture nel presente. 

Manoscritti, appunti di produzione e materiali d’archivio dialogano con ricerche sui temi della criminalizzazione e della reclusione, collocando l’opera di Demby all’interno di una storia più ampia di incarcerazione e resistenza. La documentazione della performance realizzata da Bradly Dever Treadaway e l’adattamento filmico di Kevin Jerome Everson, girato nel Carcere Duro di MAD, sono presentati insieme a costumi, oggetti di scena e fotografie di backstage, restituendo l’attualità del lavoro di Demby come spazio aperto di interrogazione e pratica contemporanea.

Biografia William Demby

Nato nel 1922 a Pittsburgh, William Demby si formò negli Stati Uniti prima di essere arruolato du-rante la Seconda guerra mondiale, esperienza che lo portò dal Nord Africa all’Italia. Dopo la laurea alla Fisk University nel 1947, si stabilì a Roma, dove trascorse circa vent’anni costruendo la propria carriera artistica come romanziere, giornalista e traduttore, pubblicando Beetlecreek (1950) e The Catacombs (1965). Alla fine degli anni Sessanta rientrò negli Stati Uniti, diventando professore al College of Staten Island (CUNY) e pubblicando il suo ultimo romanzo, Love Story Black, nel 1978. Demby continuò a muoversi tra l’Italia e New York fino alla sua morte nel 2013; oggi la sua memo-ria è custodita dal figlio James in un archivio personale situato a circa un’ora da Firenze.

Le mostre sono visitabili dal martedì al sabato dalle 14:30 alle 19:30 Ingresso libero

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