Orchestra della Toscana

Il 20 maggio, ore 21:00 al Teatro Verdi, gran finale di stagione per Diego Ceretta con Silvia Careddu

Diego Ceretta chiude il suo primo triennio da direttore principale dell’ORT con un programma che guarda insieme al presente e alla grande tradizione: la nuova commissione a Matteo Rubini, il raffinato “Concerto per flauto” di Jacques Ibert affidato a Silvia Careddu e la “Seconda Sinfonia” di Johannes Brahms. Mercoledì 20 al Teatro Verdi di Firenze.

Ci sono concerti che segnano una tappa, altri che sembrano raccogliere un intero percorso. Quello che Diego Ceretta dirige per il finale della stagione ORT 2025/2026 appartiene alla seconda categoria. Non è un bilancio celebrativo, né una semplice chiusura: è piuttosto una fotografia in movimento di ciò che il giovane direttore lombardo ha costruito in questi tre anni alla guida dell’orchestra. Un modo di lavorare fondato sull’ascolto reciproco, su un’energia diretta e mai esibita, su un repertorio capace di mettere in dialogo la musica di oggi con i grandi classici europei. 

Ad aprire la serata è Ad Lucem, nuova commissione della Fondazione ORT a Matteo Rubini, presentata in prima assoluta il 19 maggio a Carrara. Compositore appartato e insieme lucidissimo, Rubini lavora su una scrittura che intreccia antiche tecniche contrappuntistiche e sensibilità contemporanea, evitando tanto il decorativismo quanto l’astrazione programmatica. La sua musica procede per tensioni interne, per trasformazioni graduali. Rubini parla di un “cammino verso la luce”, non intesa come rivelazione improvvisa ma come equilibrio conquistato lentamente. È una musica che non cerca effetti spettacolari: preferisce la metamorfosi, il chiaroscuro, la pazienza dell’attesa.

Al centro del concerto arriva poi uno dei grandi capolavori del Novecento francese, il Concerto per flauto e orchestra di Jacques Ibert, affidato a Silvia Careddu. Figura di riferimento internazionale per il suo strumento, Careddu unisce una tecnica luminosa a una qualità rara: la capacità di rendere naturale anche la scrittura più virtuosistica.

La seconda parte conduce invece al cuore del repertorio sinfonico tedesco con la Sinfonia n. 2 di Johannes Brahms. Una pagina spesso descritta come la più serena delle sue sinfonie, anche se sotto la superficie luminosa continuano a muoversi inquietudini sotterranee.

Non è casuale che Ceretta scelga proprio questa sinfonia per concludere il suo primo triennio all’ORT. Brahms rappresenta uno dei terreni su cui direttore e orchestra hanno costruito negli ultimi anni un dialogo particolarmente intenso: un lavoro sul suono, sulla trasparenza delle linee, sull’equilibrio tra slancio e controllo. In fondo, anche questa Seconda Sinfonia vive di quell’equilibrio fragile tra ombra e luce che attraversa tutto il programma della serata.

Per una stagione che si conclude, un’altra è quasi pronta ad essere presentata. Giovedì 11 giugno alle 12:00 sul palco del Teatro Verdi di Firenze saranno il direttore artistico Daniele Spini e lo stesso Diego Ceretta a illustrarla alla stampa e al pubblico. 


Mercoledì 20 maggio 2026, ore 21:00 – Firenze, Teatro Verdi
Diego Ceretta direttore
Silvia Careddu flauto
Orchestra della Toscana

Matteo Rubini / Ad Lucem - commissione Fondazione ORT - Jacques Ibert / Concerto per flauto e orchestra - Johannes Brahms / Sinfonia n. 2 op. 73

 

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