L'Anima della lingua

Alla Biblioteca delle Oblate tre lezioni-spettacolo con Lucilla Giagnoni per riscoprire il potere originario della parola e attraversare l'opera di Dante.

C’è un momento in cui la parola smette di essere soltanto suono e torna a essere respiro, corpo, visione. È in quello spazio – intimo e potente – che si colloca “L’anima della lingua”, il ciclo di lezioni-spettacolo con Lucilla Giagnoni in programma alla Biblioteca delle Oblate il 26 febbraio, 2 aprile e 23 aprile 2026 alle ore 17.30.

L’iniziativa si inserisce nella IX edizione di IDENTITIES. Leggere il contemporaneo – Il futuro si costruisce un pensiero alla volta, progetto a cura dell’Associazione culturale La Nottola di Minerva ETS, realizzato con il contributo del Comune di Firenze e della Fondazione CR Firenze, in collaborazione con la Biblioteca delle Oblate e Tram di Firenze S.p.A.
 

Una lingua per andare in profondità

Per scrivere bisogna avere una lingua. Qualsiasi lingua va bene, ma è nella lingua madre che si scende più a fondo, fino all’anima. Da questa intuizione prende avvio il percorso proposto da Lucilla Giagnoni – attrice, autrice e interprete tra le più autorevoli voci dantesche contemporanee – che invita il pubblico a interrogarsi sul mistero del linguaggio, sulle sue radici sonore e sul suo potere generativo.

Il linguaggio, infatti, non è soltanto uno strumento di comunicazione: è ciò che crea immagini, visioni, mondi. I suoni – plasmati da labbra, lingua, denti e gola – sono i primi “mattoncini” dell’immaginazione. Come un vasaio modella la creta, così l’essere umano modella il suono e, attraverso di esso, il pensiero.
 

I tre incontri

26 febbraio – I fondamenti del linguaggio
Il primo appuntamento esplora le radici profonde della parola. Attraverso un racconto che intreccia testi sacri, lingue antiche e pratica teatrale, Giagnoni conduce il pubblico dentro la dimensione originaria del suono, dove voce e corpo coincidono e il linguaggio si rivela come atto creativo. Sala conferenza Sibilla Aleramo.

2 aprile – Francesca. La Donna, il canto del Linguaggio e dell’Amore
La Divina Commedia viene riletta come opera viva, capace di unire poesia, teatro e musica. Il V canto dell’Inferno diventa un vero trattato sul linguaggio: nei monologhi di Francesca si svela una lingua d’amore, di cura, di futuro. Una lingua “femmina”, come la lingua madre, che custodisce e genera senso. Sala storica Dino Campana.

23 aprile – Ulisse e Vergine madre. L’Uomo, il canto del Viaggio della Conoscenza
Nel giorno dedicato ai libri, la parola di Dante si fa cammino. La Commedia è poesia che respira, da leggere ad alta voce, per darle corpo e mondo. Ulisse e la Vergine madre diventano due modalità complementari di conoscenza: “virtute e canoscenza” come tensione verso l’oltre e come ascolto profondo. Sala storica Dino Campana.

Tutti gli eventi sono ad ingresso libero, sino ad esaurimento dei posti. 

 

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