La fiducia come pratica

Il 24 ottobre alla Biblioteca delle Oblate un incontro letterario dove dialogano Francesco Postorino, Sergio Givone e Natacha Fabbri

Rigenerazione – La fiducia come pratica_ Introduce Stefania Costa.

«Fiducia» è la parola che la Treccani ha scelto per il 2025, e non si trattava di una scelta consolatoria: una parola si elegge quando se ne avverte la mancanza. Dal latino fides, la fiducia è insieme affidamento e affidabilità, un legame che regge soltanto se qualcuno accetta di tenerlo per primo, senza garanzie. L’incontro muove da qui: dal punto in cui una parola logorata dall’uso pubblico torna a chiedere di essere pensata, e non semplicemente invocata.

Rigenerazione è il nome che questo percorso si dà. Non un ritorno indietro, ma la possibilità di ricominciare da ciò che si è incrinato. Attorno alla fiducia si dispongono due parole che le fanno da soglia: il silenzio, che in un’epoca di rumore istituzionalizzato torna a essere un’inclinazione rigenerante e non una resa, e la connessione, che il lessico dei social ha confiscato e che occorre restituire a un significato più antico e più esigente. Sono le parole con cui si prova a nominare la crisi del nostro tempo senza cedere né alla diagnosi rassegnata né alla promessa facile.

Storia della scienza, pensiero tragico e filosofia politica attraversano questo campo da strumenti diversi, senza ricondurlo a una sintesi. L’incontro si configura così come un laboratorio di pensiero — la forma che la IX edizione di Identities ha scelto per i suoi appuntamenti — e nasce dalla collaborazione con l’Università di Firenze e la Società Filosofica Italiana.

Nell’ambito della rassegna IDENTITIES. Leggere il contemporaneo – Il Futuro si costruisce un pensiero alla volta, giunta alla IX edizione, l’Associazione culturale La Nottola di Minerva ETS – grazie al contributo del Comune di Firenze, della Regione Toscana e della Fondazione CR Firenze.

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