Giusi Verbaro tra parola, arte e critica

Alla Biblioteca delle Oblate un omaggio alla poeta che ha animato i circoli letterari di Firenze

Venerdì 6 febbraio 2026, alle ore 17:30, la Sala conferenze Sibilla Aleramo della Biblioteca delle Oblate ospiterà un incontro dedicato a Giusi Verbaro (1938 – 2015). 

Poeta, critica e organizzatrice culturale, Verbaro ha saputo tessere una fitta trama di interconnessioni con grandi personalità del Novecento come Luzi, Caproni, Spaziani e Mauro. L'evento ne omaggia la poetica attraverso due recenti studi: “Giusi Verbaro. La parola che quadra e che scompiglia. Poesie 1971 - 2013” a cura di Caterina Verbaro (Rubbettino) e “Giusi Verbaro. L'estetica dello spirito tra parola, arte e critica” di Salvatore Iacopetta (Florence Art Edizioni).

Per Verbaro poesia e critica sono territori compenetrati e inseparabili, in quanto la stessa poesia è intesa come un'infinita analisi di sé e del mondo. Giuseppe Panella la definisce infatti una "narrazione spirituale", una parola che ci testimonia vivi nonostante l'entità del dolore. L'autrice stessa spiegava così la sua necessità di scrivere: “Scrivo, quindi, perché non potrei non farlo. Per non restare chiusa nel cerchio, per perquisire le mie vene e gridare di pena/gioia sulla ruota della giostra fino alla fine della corsa e non permettere che il giro non sia pagato da risate e da lacrime. Scrivo per non essere schiacciata dall’itinerante cerimoniale del vivere...”.

La sua storia è un viaggio tra radici diverse, tra lo Ionio e la Toscana: "Sono nata in Calabria, proprio di faccia allo Ionio. Il mio mare, da sempre grembo e richiamo. A Firenze, dalla Calabria, sono arrivata adolescente creandovi nuove radici e compiendovi gli studi fino alla laurea in Biologia". Questo percorso esistenziale vissuto tra il mare calabrese e le pietre umide di Firenze ha dato senso al suo percorso: "Se il mio destino di poesia già è in grado di chiarirmi il senso del lungo vagare alla ricerca di Itaca, sento che 'l'erranza' forse non sarà stata inutile o inconcludente". Come sottolinea la studiosa e figlia dell’autrice, Caterina Verbaro, il titolo di uno dei volumi — "La parola che quadra e che scompiglia" — cita un verso che descrive perfettamente la sua arte: un percorso di conoscenza rigoroso e, insieme, un'energia di continua rinascita interiore.

L'iniziativa, introdotta da Carla Zarrilli (Archivio per la Scrittura e la Memoria delle donne A. Contini Bonacossi), vedrà gli interventi di Ernestina Pellegrini, Stefano Giovannuzzi e Francesca Cecchi. Interverranno gli autori Caterina Verbaro e Salvatore Iacopetta, con il coordinamento di Silvia Tozzi (Florence Art Edizioni) e le letture a cura di Maria Grosso (Biblioteca delle Oblate).

L'ingresso è libero fino a esaurimento dei posti disponibili. Per ulteriori informazioni è possibile telefonare al numero 055 2616512 oppure scrivere all'indirizzo bibliotecadelleoblate@comune.fi.it.

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