Dal 26 settembre a dicembre torna la rassegna curata dalle Biblioteche comunali fiorentine in collaborazione con la rete del Patto per la lettura
Nel 2026 sono le Cose il filo conduttore di un programma che invita a guardare la città attraverso oggetti, luoghi, memorie e relazioni. Oggetti ereditati, scambiati e riparati, ma anche panchine, chioschi e cabine telefoniche: cose che attraversano il tempo, cambiano significato e contribuiscono a trasformare la città.
Il programma si sviluppa attraverso tre percorsi.
I libri (e le cose) degli altri è dedicato ai gruppi di lettura e ai lettori e lettrici che contribuiscono alla rassegna. A partire dai libri e dalle cose si aprono conversazioni su temi che riguardano il modo in cui abitiamo e progettiamo la città. Tra gli appuntamenti, due ospiti speciali: Chiara Alessi, con cui si riflette sul design di genere, ed Elena Granata, per parlare della progettazione urbanistica come strumento di cura delle persone. Parleremo anche della città ecologica e del rapporto tra letteratura e ambiente, con una riflessione sul sessantesimo anniversario dell’alluvione di Firenze.
Vedo gente, faccio cose esplora il fare insieme e la capacità delle cose di creare relazioni e nuove comunità: dai silent reading party ai gruppi di maglia e uncinetto, dal progetto Pacco da giù, un esperimento sociale di narrazione collettiva, alla BrickHistory e alla scrittura. Il percorso si conclude con una capsula del tempo, che sarà realizzata e sotterrata durante la grande festa preparata dalla comunità dell'Isolotto per Dialoghi urbani 2026: un gesto collettivo per lasciare alla città una traccia del presente e immaginare il futuro.
Le meraviglie guarda invece alle cose come custodi di memoria e strumenti per immaginare il futuro: dalle Wunderkammer alla fotografia, dalle collezioni familiari alla rilettura dei luoghi e degli oggetti quotidiani.
Completano la rassegna i Dialoghini, il programma di incontri dedicato ai giovani lettori e lettrici, e i Dialoghi OFF, con un programma diffuso che coinvolge librerie, associazioni, cooperative sociali, fondazioni, scuole, teatri ed esercizi commerciali: una rete di soggetti diversi che contribuisce a portare i temi di Dialoghi urbani in altri luoghi e contesti della città.
Il programma si conclude con Urbania, a bibliografia di Dialoghi urbani che nasce dalla collaborazione con le librerie e con Dialoghi urbani Book club, una realtà aperta a gruppi di lettura già esistenti, associazioni, singoli lettori e lettrici, che accompagna la rassegna.
Un programma diffuso per tornare a parlare della città, partendo dalle cose che la abitano e dalle storie che custodiscono.