Middle East Now 2026

Dal 6 all'11 ottobre al via il festival che racconta il Medio Oriente attraverso il cinema, tra anteprime, talk, mostra, lab e cinema indipendente

Nella realtà instabile che abita il Medio Oriente, l'arte e la cultura rimangono lo spazio vitale in cui riconoscerci gli uni negli altri e superare i confini. Un viaggio profondo in 15 paesi attraverso 33 titoli in programma, con 2 anteprime mondiali, 4 europee e 10 italiane.

 "Middle East Now" inaugura la 50 Giorni di Cinema a Firenze 2026.

Storie intime, grandi anteprime e la forza del cinema indipendente. Quest'anno il festival accende i riflettori su racconti potenti di resilienza, migrazione e identità. Storie necessarie che scardinano ogni stereotipo, usando la macchina da presa come uno strumento puro di azione, memoria e cambiamento. 

Un ricco programma multidisciplinare pensato per creare una connessione e uno sguardo collettivo sul tema del Radical Movements. Organizzata dall’associazione Map of Creation con la direzione artistica di Lisa Chiari e Roberto Ruta, la manifestazione vedrà la proiezione di 33 film e documentari, tra cui anteprime mondiali come “The Silence of the Plain” di venerdì 9 ottobre, con la presenza della regista Zeina Sfeir, la quale racconta in modo autobiografico cosa significa crescere all’ombra della guerra e del terrore, e “Women of Revolution” (domenica 11/10) della celebre giornalista e regista iraniana Mina Akbari, che con i suoi documentari dà voce al dissenso femminile e alla memoria storica dell’Iran.

Oltre alle sale cinematografiche il festival si diffonde anche in luoghi chiave della città, come la mostra fotografica collettiva “WHAT MOVES US”, curata da Roï Saade, alla Street Levels Gallery che esplorerà il senso di appartenenza tra territori urbani e rurali, e la mostra “Revolution, Intermission” del cartoonist sudanese Khalid Albaih.

Tra gli eventi speciali spiccano inoltre il laboratorio di lingua e cultura “Parla Palestinese in 3 ore!”, la passeggiata interculturale “Migrantour Palazzuolo” e l’evento -laboratorio “I Dolci dell’Amore”, una speciale coocking class con le chef Fidaa I. A. Abuhamdiya e Samira Driouich che unisce le tradizioni culinari di Palestina e Marocco e trasforma il cibo come un atto di memoria, accoglienza e condivisione.

Maggiori info e biglietti su https://middleastnow.it/

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