Ricordare per non dimenticare

In occasione del Giorno della Memoria, le biblioteche promuovono la conservazione della memoria storica attraverso letture e incontri

In occasione del Giorno della Memoria, le Biblioteche comunali rinnovano il loro impegno come luoghi di conservazione, studio e trasmissione della memoria storica. Attraverso incontri pubblici e percorsi di lettura, le biblioteche si fanno custodi di storie, testimonianze e documenti che raccontano il passato e ne preservano il valore per le generazioni future. In questo percorso si inserisce anche il progetto Memorie di Resistenza fiorentina, che raccoglie e valorizza le voci e le esperienze legate alla lotta per la libertà, contribuendo a mantenere viva una memoria fondamentale per la nostra identità civile. Ricordare oggi significa costruire consapevolmente il domani.

In occasione del Giorno della Memoria la Biblioteca delle Oblate, oltre a proposte di lettura per bambini, ragazzi e adulti propone tre incontri 

Venerdì 23 gennaio ore 16 // Sala Conferenze Sibilla Aleramo

Lettura drammaturgica e presentazione del testo teatrale di Charlotte Delbo “Chi porterà queste parole?” (Edizioni ETS).

“Chi porterà queste parole?” di Charlotte Delbo – drammaturga scrittrice partigiana e militante comunista (1913-1985), - è l’unica opera teatrale scritta da una sopravvissuta alla deportazione nazista dedicata all’esperienza concentrazionaria femminile.

In scena 23 deportate politiche si raccontano e raccontano la vita nel lager, una vita di orrore e morte ma anche di coraggio e speranza. La domanda che dà il titolo al testo è il fine ultimo che le protagoniste della pièce perseguono formando una catena umana di solidarietà e resistenza affinché ce ne sia una che ritorni per dire. Un fine accompagnato dall’intima consapevole paura di non essere credute, perché, scrive Delbo, “là da dove ritorniamo le parole non volevano dire la stessa cosa”.

Ecco che allora il titolo è anche un richiamo alla responsabilità in chi dà voce e ascolta quelle parole, a prenderle con sé e a custodirne la Memoria.

Scritta da Charlotte Delbo (scrittrice, drammaturga francese, militante e partigiana, deportata ad Auschwitz nel 1943) nel 1966, “Chi porterà queste parole?”è un’opera di straordinaria potenza – cara a Primo Levi -, rappresentata per la prima volta in Italia nel 2015 a Livorno dalla compagnia Effetto Collaterale, con la regia di Francesca Talozzi e Alessia Cespuglio.

Intervengono Cristina Galasso, curatrice; Federica Quirici, traduttrice. Letture di Nara Biagiotti, Simonetta Filippi, Claudia Pavoletti.

Martedì 27 gennaio ore 18 // Sala Storica Dino Campana

Presentazione del libro di Roberto Riccardi, “Salvatore Ottolenghi Inventore della polizia scientifica” (Giuntina).

Iniziativa proposta nell’ambito della rassegna IDENTITIES. Leggere il contemporaneo, IX edizione, a cura dell’associazione La Nottola di Minerva ETS.

La storia di Salvatore Ottolenghi - ebreo astigiano inventore della polizia scientifica e della rete di cooperazione internazionale tra le forze dell’ordine - definisce con due secoli d’anticipo la presunzione d’innocenza, che sarà sancita dalla nostra Costituzione. Smantellando castelli di pregiudizi e mettendo in discussione il processo di costruzione del nemico, Ottolenghi impone di abbandonare sistemi medievali di istruttoria, portando le indagini su un piano di certezze condivise e inoppugnabili. “L’ingiustizia delle sentenze piegate all’odio e al pregiudizio, quella del caso Dreyfus e di tanti altri sia confinata al passato”. Ottolenghi forma gli inquirenti in primis del delitto Matteotti (malgrado le pressioni del regime, non sconfessa gli esiti delle indagini), e di alcuni tra i casi più noti di quegli anni.

Introducono: Daniel Vogelmann e Stefania Costa. L’autore dialoga con SchulimVogelmann e Domenico De Martino. Letture e intrecci sonori a cura di Letizia Fuochi.

Iniziativa con il contributo del Comune di Firenze e della Fondazione CR Firenze – in collaborazione con la Biblioteca delle Oblate e Tram Firenze S.p.A.

Mercoledì 28 gennaio ore 17.30 // Sala Storica Dino Campana

Leggere per non dimenticare XXXI edizione – presentazione del libro di Fabrizio Rondolino “ELENA. Storia di una bambina sola nella Shoah” (Giuntina)

Il 5 aprile 1944 Elena Colombo è deportata a Auschwitz. Ha dieci anni e dieci mesi. Il padre, Sandro, era ancora vivo all’interno del campo, ma nessuno dei due ha potuto sapere che per un attimo erano stati di nuovo vicini. La madre, Wanda Debora Foa, era già stata uccisa, sempre nella camera a gas, poco dopo il suo arrivo a Auschwitz, avvenuto il 30 gennaio 1944.

Attraverso un viaggio dentro la propria storia familiare, l’autore ricostruisce la breve vita di Elena, prima cugina di suo padre, l’unica bambina ebrea italiana che – come appreso durante le indagini - ha affrontato da sola l’arresto, la detenzione e la deportazione.

Interviene l’autore Introduce Gian Bruno Ravenni Letture di Massimo Tarducci

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