Qui abitavano Alfredo Spizzichino, Rina Spizzichino, Fernanda Servi Spizzichino
La famiglia di Alfredo Spizzichino si era trasferita a Firenze da Pitigliano, dove aveva pacificamente vissuto nella piccola Comunità ebraica locale per alcuni secoli, provenendo probabilmente da Roma. A Pitigliano gli Spizzichino facevano i macellai.
Alfredo era nato il 18/07/1869, la moglie Fernanda il 4/11/1875, anche lei originaria di Pitigliano, nella famiglia Servi, era infatti sorella di mio nonno Siro Servi. Ebbero dieci figli, cinque maschi e cinque femmine. Tutta la famiglia lasciò Pitigliano, probabilmente negli anni ’20 del Novecento: la maggior parte dei figli si trasferirono a Roma, mentre Alfredo, la moglie e quattro figlie a Firenze. La figlia più piccola, Rina, nata il 9/06/1920 e abitava con i genitori in via Ottavio Rinuccini 36.
Dopo l’8 settembre 1943 gli Spizzichino sfollarono nella frazione il Ferrone (via del Ferrone 99), nel comune dell’Impruneta, in una casa vicina trovò alloggio anche un’altra figlia, Adele, sposata con un cristiano.
L’arresto della famiglia è noto in ogni dettaglio perché la figlia Adele assistette personalmente alla cattura dei familiari e nel dopoguerra rilasciò una testimonianza davanti al giudice istruttore del processo Martelloni, conservata nell’archivio di Stato di Firenze. Adele non fu arrestata in quanto moglie di un “ariano” (ADSFI, CM, b. I, 0248 0139 recto e verso).
Sappiamo dunque che il 24/01/1944 il brigadiere dei Carabinieri L.M. della stazione Carabinieri dell’Impruneta, dietro comando del maresciallo comandante P.C., accompagnato da alcuni “militi” si presentò alla casa degli Spizzichino con un mandato di cattura (la documentazione riporta che si ignora da chi il mandato fosse stato emesso) per la loro figlia Iride (n. 27/10/1905), il marito Fernando Calò (n. 11/09/1912) e due dei loro figli, Mario (23/04/1937) e Sara (n. 23/03/1942). Da altre testimonianze sappiamo che il furgone usato dai collaborazionisti per effettuare l’arresto, era guidato da G.L., guardia comunale dell’Impruneta.
La cattura della famiglia Calò (inclusa la figlia più piccola, Fiorella, n. 1/09/1943) è descritta nella scheda dedicata alla loro famiglia.
Dalla testimonianza di Adele Spizzichino sappiamo che il mandato di cattura elencava solo i membri della famiglia Calò. Ma il brigadiere, trovandosi di fronte anche i tre parenti Spizzichino, si premurò di telefonare al maresciallo per chiedere istruzioni e ricevette il comando di arrestare anche gli anziani genitori (Alfredo e Fernanda) con la loro figlia più piccola (Rina). Va quindi evidenziato lo zelo mostrato dal brigadiere e dal maresciallo nell’arrestare persone non incluse nel mandato di cattura ricevuto.
Gli Spizzichino furono trasferiti a Milano e da lì deportati a Auschwitz il 30/01/1944 dove Alfredo e Fernanda furono sterminati al loro arrivo, il 6/02/1944 e la figlia Rina in data ignota.
Nessuno dei collaborazionisti fascisti che operarono gli arresti, di alcuni dei quali ben si conosceva l’identità (qui pietosamente indicata solo con una sigla), fu sottoposto a processo.
Sandro Servi
(Fonti: E. Collotti, Ebrei in Toscana tra occupazione tedesca e RSI; L. Picciotto, Il libro della Memoria; Lapide alla sinagoga di Firenze)