Iniziative di valorizzazione documentaria

Carte in vista

Carte in vista è il nome delle iniziative espositive finalizzate alla valorizzazione e alla conoscenza del patrimonio documentario allestite dall'Archivio nei locali espositivi al piano terreno della propria sede con ingresso dal civico 35 di Via dell'Oriuolo.

Iniziative di valorizzazione in corso

Il Medioevo ritrovato. San Miniato al Monte: i restauri ottocenteschi e la costruzione del cimitero monumentale
Archivio storico - Spazi espositivi
19 giugno-19 luglio / 9-17 settembre 2019

Inaugurazione: martedì 18 giugno, ore 17.00

A causa dei lavori di ristrutturazione dell'edificio, la mostra anticiperà la chiusura estiva a venerdì 12 luglio.

Il Medioevo ritrovato

Iniziative di valorizzazione in programma

Le foto d'architettura e l'immagine del territorio
In collaborazione con Fondazione Michelucci
Archivio storico - Spazi espositivi
10 ottobre-10 dicembre 2019

Il Treno entra a Firenze
Ferrovia e trasformazioni urbane a Firenze fra '800 e '900
Archivio storico - Spazi espositivi
10 febbraio-10 aprile 2020

Addio mia bella addio!
I toscani e le guerre del Risorgimento
Archivio storico - Spazi espositivi
7 maggio-7 luglio 2020

Odoardo Beccari
Uno scienziato fiorentino nelle foreste del Borneo
Promossa da: Università  degli Studi di Firenze - Museo di Storia Naturale
Archivio storico - Spazi espositivi
Autunno-inverno 2020

Iniziative di valorizzazione realizzate

Una panoramica di alcune iniziative espositive realizzate è visibile nella gallery in fondo alla pagina.

25 settembre - 31 ottobre 2012

Nel maggio del 1938, il cancelliere del Reich, Adolf Hitler, restituì la visita di stato che Benito Mussolini aveva fatto in Germania nel settembre dell'anno precedente. Mussolini era rimasto colpito dall?immagine di efficienza e perfetta organizzazione che il regime nazista, instauratosi da soli 4 anni, riusciva a trasmettere: un'immagine che riproponeva la tradizionale superiorità organizzativa tedesca, sviliva l'azione del regime suggellata dalla recente conquista dell'Etiopia e rendeva palese il cambiamento dei rapporti di forza a favore della nuova Germania nazista. Per contrastare l'affermarsi della potenza del Reich non rimaneva, ormai, che il tentativo di stare al passo manifestando un uguale grado di efficienza: su questo presupposto fu organizzato il viaggio in Italia del cancelliere tedesco; per questo, a Roma e a Napoli - le altre città interessate dalla visita - si cercò di mettere in mostra la grandezza della nuova Italia imperiale attraverso un'immagine di potenza che riflettesse il più possibile quella fornita dal nuovo Reich tedesco. Non si rinunciò, tuttavia, a giuocare anche una carta sicura per marcare un punto di vantaggio: offrire all'ammirazione dell'ospite la cultura e l'arte italiana certi che questo avrebbe spiazzato e messo a dura prova il sentimento di superiorità dei gerarchi nazisti e del loro Führer, sedicente artista ed ex pittore. Fu Firenze, tappa conclusiva della visita, ad assumersi il compito di rappresentare la supremazia culturale italiana. Così, per tre mesi, a partire dal 7 febbraio 1938 - giorno in cui con deliberazione dell'allora Podestà Paolo Venerosi Pesciolini fu costituito dal Comune un apposito "Ufficio festeggiamenti" - Firenze fu un enorme cantiere: si rifecero lastrici e facciate, si acquistarono bandiere e stendardi, si fecero fabbricare arazzi e drappi si costruirono fontane e copie in gesso e cartapesta di opere rinascimentali. Nelle intenzioni, la città doveva apparire come la vivente rappresentazione della cultura italiana dal Medioevo dei liberi comuni alla fioritura e all'affermazione del Rinascimento: una rappresentazione posticcia che dimenticava l'Umanesimo e serviva solo a manifestare l'estremo tentativo di Mussolini di compensare la perdita del suo primato politico e militare facendo risaltare il primato culturale del proprio paese.

Visita virtuale della mostra

Materiale informativo sulla mostra

Quaderno n.1 - Firenze 9 maggio 1938

Quaderno n. 4 - La primavera violentata

17-30 settembre 2013

Iniziativa espositiva realizzata in occasione dei mondiali di ciclismo 2013 a Firenze

Visita virtuale della mostra

Manifesto della mostra

Estratto dal Quaderno Biciclette in archivio

24 ottobre - 10 dicembre 2013

In occasione del centenario della nascita di Vasco Pratolini, l’Archivio  della città intende offrire ai fiorentini un percorso espositivo che possa far rivivere i luoghi e i tempi dei romanzi pratoliniani. Spazio privilegiato di questo ideale percorso nella memoria è soprattutto il quartiere di S. Croce dove è ambientato l’omonimo romanzo Il Quartiere.

“Noi eravamo contenti del nostro Quartiere …Panni alle finestre, donne discinte. Ma anche povertà patita con orgoglio, affetti difesi con i denti. Operai e più propriamente, falegnami, calzolai, maniscalchi, meccanici, mosaicisti. E bettole, botteghe affumicate e lucenti, caffè novecento. La strada. Firenze. Quartiere Santa Croce.”

Visita virtuale della mostra

Manifesto della mostra

19 dicembre 2013 - 3 febbraio 2014

A cura di Marco Dezzi Bardeschi
Nell'ambito della mostra Autenticittà promossa da Regione Toscana e Accademia delle Arti del Disegno

La casa abitata e la città del Novecento
(learning from Pier Luigi Nervi)

La città oltre la città 
In collaborazione con l'Archivio Storico del Comune di Firenze

Visita virtuale della mostra

Manifesto della mostra

13 marzo - 11 aprile 2014

A cura di:   Associazione per una Fondazione per una memoria viva di San Salvi "Carmelo Pellicanò"

Quaderno Le radici del futuro

Locandina della mostra

29 luglio - 30 novembre 2014

In occasione del 70º anniversario del passaggio della guerra e della Liberazione della città: 1944-2014

Settembre 1943, settembre 1944: sono i dodici mesi nei quali la guerra - fino ad allora presente solo con lo strascico dei suoi lutti – fece il suo ingresso a Firenze. Con i bombardamenti sulle zone periferiche e, infine, con il passaggio del fronte, le singole tragedie individuali e familiari si trasformarono in un'unica, grande, tragedia collettiva destinata a sconvolgere uomini e cose ed a cancellare, insieme alla vita di molti cittadini anche preziose testimonianze di arte e di storia, simboli inanimati ma vivi della memoria e dell'identità cittadina.
Quel tremendo periodo della storia della città ebbe il suo culmine nel mese di agosto del 1944 quando la Battaglia di Firenze infuriò per le vie e le piazze seminando morte e desolazione. La distruzione degli storici ponti sull'Arno - nella notte fra il 3 e il 4 agosto - fu il segno indelebile lasciato da quella battaglia. Un segno che assurge a simbolo:   i ponti distrutti rappresentano, infatti, tutti i legami - umani, sociali, identitari e storico-culturali - che la guerra ruppe e disperse. 

Visita virtuale della mostra

Manifesto della mostra

18 novembre 2015 - 19 febbraio 2016

I documenti e i progetti per i nuovi mercati di Firenze Capitale: Il Mercato Centrale di San Lorenzo e i mercati di San Frediano e Sant'Ambrogio

La costruzione dei nuovi mercati cittadini fu un episodio centrale della trasformazione urbana di Firenze nel corso dell'Ottocento. Con l'Unità d'Italia, la città, che per secoli aveva conservato l'impianto urbanistico medievale, iniziò una serie di profondi mutamenti per trasformarsi, allargarsi, modernizzarsi. Quei mutamenti subirono una accelerazione quando, nel 1865, la città divenne capitale del nuovo Regno: nessuno pensava che il ruolo di capitale si sarebbe esaurito in soli cinque anni e i progetti per fare di Firenze una moderna città europea furono percepiti come irrinunciabili e non rinviabili. Vi erano, fra questi progetti, quelli per la costruzione dei nuovi mercati delle vettovaglie in sostituzione dei mercati all'aperto e, soprattutto, del Mercato Vecchio che aveva sede nella omonima piazza destinata, dopo esser stata "restituita a nuova vita", a divenire più larga e borghese e ad assumere il nome del primo re d'Italia. Era stato l'architetto Giuseppe Poggi, a sottolineare la necessità dei nuovi mercati individuandone l'ubicazione ai margini del centro cittadino, in corrispondenza con le nuove zone di espansione dentro e fuori le vecchie mura destinate alla distruzione per lasciare spazio ai nuovi boulevards. Destino volle che, nel 1870, un'insperata congiuntura internazionale permettesse il trasferimento a Roma della capitale. Così i progetti predisposti per la trasformazione di Firenze furono messi in cantiere quando la capitale se n'era già andata: fra questi, anche i nuovi mercati progettati dall'architetto milanese Mengoni e destinati, anche per i moderni materiali usati, ferro e vetro - a rimanere come elemento caratteristico della Firenze ottocentesca e come testimonianza principe della trasformazione urbana e sociale delle città.

Locandina della mostra

Quaderno Dal Mercato Vecchio ai nuovi mercati

Video Dal Mercato Vecchio ai Nuovi Mercati di Firenze Capitale: ricostruzione 3D

26 ottobre 2016 - 31 gennaio 2017

In mostra alcune delle più significative foto consegnate dai cittadini nell'ambito del progetto La tua storia la nostra storia. L'esposizione intende far ricordare quell'evento a chi l'ha vissuto e tramandarne la memoria visiva a chi ne ha solo sentito parlare. Un evento che ha segnato profondamente la vita dei fiorentini e ha dato inizio a una profonda trasformazione della città.

Manifesto della mostra

Con il progetto La tua storia la nostra storia l’Archivio Storico del Comune di Firenze, in collaborazione con appassionati volontari e con l’aiuto di tutti i fiorentini, ha raccolto le foto conservate negli album di famiglia di quei cittadini che hanno voluto condividere la loro storia  facendola diventare una parte della più vasta storia della città.

 

 A cura di della Società Geografica Italiana in occasione delle celebrazioni per il 150° anniversario della sua fondazione

Visita virtuale della mostra a cura di SGI

2-22 novembre 2017

Mostra documentaria in collaborazione con ISRT - Istituto Storico Toscano della resistenza e dell'età contemporanea

Locandina della mostra

Quaderno Piero Calamandrei intellettuale democratico nella Firenze del dopoguerra

21 giugno-20 luglio e 17 settembre-19 ottobre 2018 

In occasione dei 150 anni della Sezione di Firenze del Club Alpino Italiano

A cura della Sezione Fiorentina del CAI
In collaborazione con SDIAF

14 marzo - 30 maggio 2019

Realizzata da Fondazione Giorgio La Pira in collaborazione con Comune di Firenze.  A cura di Pier Luigi Ballini
 

Locandina della mostra 'Firenze anni Cinquanta. La Pira e il "Giornale del Mattino" di Bernabei'
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